Un portafoglio di investimenti “antifragile”

E’ possibile costruire un portafoglio di investimenti “antifragile”?

Secondo Nassim Nicholas Taleb qualcosa/qualcuno è “antifragile” se è l’esatto opposto di fragile. L’antifragilità è qualcosa di più della robustezza o della resilienza. Ciò che è robusto o resiliente regge bene i colpi e non subisce danni quando viene sottoposto a degli stress, mentre ciò che è antifragile può addirittura migliorare.

Per capire meglio cosa si intende per “antifragile” è necessario definire prima cosa si intende per fragile.

Secondo Taleb fragile è ciò che non sopravvive alla prova del tempo.

E’ fragile chi crede che ciò che non vede non ci sia oppure che ciò che non comprende non esista. E’ fragile chi tende a confondere ciò che è sconosciuto da ciò che non esiste. E’ fragile chi scambia la prova dell’assenza con l’assenza della prova, chi nella vita confonde l’incomprensibile con l’assurdo.

L’opposto di fragile è invece ciò che rimane integro anche nel peggiore dei casi e che nonostante il trauma e lo stress trova la forza per un’evoluzione ed una crescita.

Antifragile è quindi tutto ciò che trae vantaggio dagli scossoni, dalla volatilità, dal caso, dal disordine, da fattori di stress, dall’incertezza.

Nassim Nicholas Taleb prima di essere un affermato scrittore è stato per anni un affermato trader (cioè un operatore finanziario che effettua compravendite di titoli e di altri prodotti finanziari) a livello internazionale. Se propone di concentrare l’attenzione non sulla gestione del rischio (che di fatto significa fare previsioni)  ma sull’approfondire il concetto di fragilità, come minimo è necessario approfondire il concetto.

Secondo Taleb chi si occupa della gestione del rischio tiene conto solo di cose già accadute in passato. Queste sono per lo più evidenti. Quando cerchiamo di immaginare il futuro normalmente andiamo a prendere come punto di riferimento il presente e poi creiamo un ipotetico domani aggiungendo nuovi prodotti e tecnologie e ciò che più o meno ha senso interpolando l’acquisizione del passato. Questo non ci tutela da ciò che è imprevedibile. La probabilità che un evento raro si verifichi è semplicemente impossibile da calcolare.

E’ necessario saper distinguere la probabilità dalla casualità e capire come porsi nei confronti della casualità che governa il mondo.

Come sono andate le cose in ambito finanziario o meglio come stanno ancora andando?

Secondo Taleb “nel tempo i trader negoziavano e inventavano tecniche e prodotti sulla base della loro esperienza. Poi sono arrivati gli economisti i quali hanno iniziato a codificare le formule che sottostavano ai comportamenti dei trader sino a convincerli che fossero loro, i trader, a muoversi in base alle formule degli accademici, e non viceversa. Quando i nuovi trader (senza l’esperienza sul campo) hanno creduto ciecamente agli accademici, che non avevano esperienza, si sono verificati i drammatici crolli finanziari, causati dalla fragilità indotta dalla teoria.” Come diceva Yogi Berra, famoso giocatore di baseball americano, “in teoria non c’è differenza tra teoria e pratica, in pratica sì.”

Taleb ha provocatoriamente chiesto l’abolizione del Premio Nobel per i danni fatti favorendo la diffusione di teorie economiche del tutto sbagliate.

Uno dei suggerimenti di Taleb è quello di abolire i segnali (tradotto in pratica: non diamo retta ai commenti degli economisti, degli analisti, dei giornalisti):
«Intervenire sui segnali stradali non riduce i rischi; i guidatori diventano semplicemente più placidi … Per alimentare l’attenzione e la capacità di controllo dei rischi, gli automobilisti hanno bisogno dei fattori di stress e della tensione che derivano dalla sensazione di pericolo, e non di un organismo regolatore esterno: muoiono meno pedoni che attraversano lontano dalle strisce pedonali di quanti ne muoiono camminando sulle zebre. Alcuni utilizzano l’esempio di Drachten, una cittadina olandese in cui è stato realizzato un esperimento da sogno: sono stati rimossi tutti i cartelli stradali. La deregolamentazione ha portato a un aumento della sicurezza, confermando l’antifragilità dell’attenzione e il fatto che questa sia stimolata da un senso di pericolo e responsabilità. Di conseguenza, molte città tedesche e olandesi hanno ridotto il numero di cartelli stradali» (p. 141).

Tornando ora alla domanda di partenza, ovvero: “E’ possibile costruire un portafoglio di investimenti “antifragile”?”. Ovvero è possibile investire in modo che anche in situazioni avverse il miei investimenti finanziari nel complesso ne possano trarre beneficio nel tempo?

Dopo aver letto le definizioni di fragile e antifragile, a voi la risposta.

Per quanto mi riguarda e sulla base dell’esperienza sul campo la risposta è SI!

Concludo con due frasi celebri di Nassim Nicholas Taleb:

“Un’opzione è ciò che ci rende antifragili e ci permette di beneficiare del lato positivo dell’incertezza.”

“Vedo il moderno saggio stoico come una persona che trasforma la paura in prudenza, il dolore in informazione, gli errori in nuovi inizi e il desiderio in iniziativa.”

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