Investire in sicurezza: passare dall’involucro al contenuto

Investire in sicurezza, ovvero passare dall’involucro al contenuto, dall’estetica al significato reale, dall’apparenza alla sostanza.

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Cosa significa in pratica?

Partiamo da alcune definizioni:

1) L’esperienza estetica consiste nel fatto che qualcosa cattura la nostra attenzione, producendo in modo inspiegabile e imprevedibile, emozioni e stati d’animo molteplici. Quello che viene giudicato bello/interessante nel momento stesso in cui si offre alla nostra visione, che non riusciamo a definire mai in modo compiuto e che tuttavia ci coinvolge, stimolando il nostro pensiero e sollecitando la nostra immaginazione.

2) L‘attività espressiva o capacità rappresentativa, formatrice delle impressioni. Il messaggio cioè che viene trasmesso attraverso una determinata forma espressiva fonica o grafica, un atteggiamento, un atto, un fatto, il modo in cui può essere interpretato circa le intenzioni di chi l’ha compiuto, o nelle conseguenze che può avere.

Ma cosa c’è sotto la maschera?

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Cosa c’è dietro il bello, che messaggio voleva esattamente darci il nostro interlocutore?

Per le decisioni finanziarie, così come per le altre decisioni, è necessario passare dall’esperienza estetica e dalla rappresentazione espressiva al vero significato (il contenuto, la sostanza) ovvero è necessario assumere la consapevolezza critica di quello che ci viene proposto. In altre parole dobbiamo essere in grado di togliere la maschera per capire esattamente cosa c’è dietro.

Se non lo facciamo potremmo cadere in errore, o fare delle cose che non avremmo voluto fare! Cadremo in errore come lo hanno fatto gli azionisti e obbligazionisti delle banche popolari non quotate nell’acquistare le azioni e i bond subordinati delle banche stesse allo sportello delle banche stesse (trascurando l’enorme conflitto di interessi di chi le proponeva), come lo stanno facendo gli acquirenti delle polizze ramo I a gestione separata in un contesto di mercato avverso (tassi negativi) dove nessuno (o quasi) spiega il significato della nuova normativa Solvency II.

Uno dei più gravi errori è continuare a ragionare in questo modo: “ho sempre fatto così”.

L’attuale situazione di mercato è tale per cui dovremmo abbandonare in fretta gli schemi del passato legati ad una ipotetica sicurezza degli investimenti identificata con gli strumenti (titoli di Stato, polizze ramo I, depositi bancari, immobili) per passare velocemente al concetto di sicurezza legata al metodo ed alla consapevolezza critica di come si investe: cioè capire esattamente cosa si sta facendo. Se non siamo in grado di farlo da soli dovremmo almeno essere in grado di “selezionare” qualcuno che ci aiuti veramente: un consulente. 

Prima di investire i nostri soldi (per passare dalla diffidenza alla consapevolezza), dovremmo rispondere ad alcune domande:

a) Cosa voglio veramente? Per raggiungere quali obiettivi?

b) da che cosa sono condizionato quando prendo le decisioni? Mi sto facendo condizionare dall’estetica e dalla forma espressiva (dall’involucro) o vado in profondità?

c) Che cosa conosco? Quello che gli “esperti” mi dicono è coerente? Che costi ci sono? Sono in grado di capire? E’ troppo complicato? Cosa scelgo effettivamente?

d) Una volta deciso verificare la corrispondenza fra la scelta e la volontà effettiva. Quello che ho deciso mi consente veramente di raggiungere i miei obiettivi?

“Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo.” Paulo Coelho

Riepilogando: non esiste la formula magica per mettersi al riparo da tutti i problemi, ma esiste la possibilità di ragionare sui propri obiettivi, compatibili con la dimensione delle proprie risorse (capacità di risparmio) al fine di trovare le strade più adatte per aspirare ad un rendimento senza mettere in pericolo il proprio capitale. Questo è il significato di “investire in sicurezza”.

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