Investimento sicuro? Gestioni separate? Il gioco è finito!

Così recitava il titolo di un editoriale sponsorizzato: “L’investimento sicuro con le assicurazioni: le gestioni separate.”  E’ ancora così?

“Un investimento può essere considerato sicuro quando in ogni caso ad una data prestabilita il denaro investito viene restituito interamente.”

Domande: 1) Chi garantisce? 2) Che cosa è garantito? 3) Perché è stata emanata la normativa SolvencyII?

Solvency tradotto in italiano significa solvibilità, ovvero la capacità di far fronte ai propri debiti. E’ interessante notare come una normativa europea che riguarda le assicurazioni sia stata chiamata: solvency.

SolvencyII

Alcune riflessioni (riprese dal sito dell’ADUC. Articolo completo qui):

“In tempi di alta volatilità sui mercati e di tassi negativi sono tornate in gran spolvero le polizze a gestione separata che consentono di mettere a tacere l’emotività degli investitori garantendo alcuni “vantaggi” fra i quali, da una parte un rendimento piuttosto stabile (grazie alla peculiarità di questi strumenti: il rendimento calcolato sul costo storico e non sul prezzo di mercato) e la possibilità, in alcuni casi, di liquidare il capitale senza grandi perdite, dall’altra la possibilità di trasferire agli eredi beneficiari un capitale finanziario in regime di esenzione dall’imposta di successione in caso di premorienza del contraente assicurato.

Vista la crescente domanda dei risparmiatori, le compagnie assicurative stanno correndo ai ripari modificando le principali condizioni economiche e se non si comprendono bene tutti gli elementi caratteristici di questi prodotti si va incontro a grandi delusioni. Gli aspetti economici positivi infatti, possono perdere presto il loro appeal di fronte alle commissioni di sottoscrizione, alle penali di estinzione anticipata, alle commissioni di gestione e alla percentuale di retrocessione del rendimento del fondo cui è collegato il prodotto.

Contratto assicurativo L’offerta è molto variegata, troviamo prodotti senza tasso minimo garantito o con minimo garantito che va dall’1% fino al 2%, commissioni di ingresso che possono arrivare anche al 5% a prescindere dall’importo, per non parlare delle commissioni di uscita. Tutti elementi che …. possono ridurne sensibilmente il rendimento fino ad arrivare a vanificarlo del tutto e incorrere addirittura in perdite soprattutto su orizzonti temporali brevi. Per quanto riguarda l’aspetto successorio bisogna stare attenti alla differenza fra gestioni separate del ramo I, che sono veri e propri contratti assicurativi, e gestioni separate appartenenti al ramo V, che invece sono meri contratti di capitalizzazione privi di ogni elemento demografico (caso morte) e di rischio (art. 179, comma I, CAP – Codice assicurazioni private). Manca, in sostanza, la figura dell’assicurato. Solo le gestioni separate del ramo I garantiscono l’esenzione dall’imposta di successione in caso di premorienza, quelle del ramo V seguono altre strade. Dunque prima di investire in una polizza a premio unico a gestione separata sarebbe bene essere consapevoli degli obiettivi che si intende perseguire e solo dopo, se si ritiene opportuno, si può procedere ad una loro attenta valutazione armandosi di tanta buona volontà.”

Altre riflessioni (articolo completo qui):

“Dopo una gestazione durata più di 10 anni il primo gennaio è entrata in vigore Solvency II, una direttiva europea che fissa nuovi parametri e nuove regole per le compagnie assicurative e le autorità di vigilanza. La sua nascita ha fatto emergere una serie di problematiche legate ad esempio alla gestione del rischio o alla sua eccessiva concentrazione“. La presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina parla di sbilanciamento generato da una eccessiva esposizione ai titoli di stato verso cui Solvency II porta, e che è “… illogico che si metta un capital charge (requisito patrimoniale) titoli di stato soprattutto quando l’azienda ha la maggior parte del suo business nello stato stesso. Si arriva al paradosso di fatto di pensare e di valutare la rischiosità dell’impresa minore di quella dello stato in cui opera se si ipotizza che possa sopravvivere a un eventuale default di quello stato”.

L’altra sfida i bassi tassi di interesse! Farina: “Solvency è uno dei cambiamenti importanti che stiamo affrontando ma non è l’unico e nemmeno il più importante. Trovo che oggi il cambiamento più significativo che dobbiamo fronteggiare è la persistenza di bassi tassi di interesse. Questa situazione ci dovrà indurre a cambiare il modo stesso con cui facciamo assicurazione. Questa secondo me è la più grande sfida che abbiamo davanti che si aggiunge a Solvency ma che in qualche modo la sovrasta”.

“E anche il presidente dell’Ivass Salvatore Rossi ha lanciato il proprio monito sulla sfida rappresentata dai bassi tassi di interesse “che ormai tende ad assumere una connotazione strutturale” tanto da “scuotere fin dalle fondamenta l’intero mondo assicurativo”.

Queste considerazioni dovrebbero far riflettere, ancora una volta, su come abbiamo allocato i nostri risparmi. Se qualcuno pensava di mettersi al sicuro concentrando tutto sulle polizze ramo I a gestione separata, direi che ha sbagliato. Mai dimenticare la diversificazione.

Poi non dite che non siete stati avvisati! (Vedi bail-in)

Per approfondire:

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assicurazioni

 

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