E’ sempre più URGENTE avere un Fondo Pensione

Con l’INPS quasi al collasso (vedi Teleborsa 02/04/2013), con i coefficienti di trasformazione che diminuiscono ad ogni revisione (esempio: se si va in pensione oggi a 65 anni si percepirà una pensione inferiore dell’ 11,42% rispetto ad un sessantacinquenne andato in pensione nel 2009, a parità di tutte le altre condizioni) e con l’età media che aumenta, è necessario chiedersi: che pensione avremo?

La pensione attesa nell’immaginario collettivo (Censis) è pari al 55% dell’ultima retribuzione. Per capire cosa significa basterebbe provare a vivere per qualche mese con metà circa del proprio reddito attuale. Si starebbe bene?

Eppure nonostante ciò in Italia solo il 23% è iscritto ad una forma di previdenza integrativa. Una delle  percentuali più basse in Europa.

Purtroppo anche in questo caso siamo colpiti dalla “sindrome del ritardo”: andiamo  a lavorare più tardi, ci sposiamo più tardi, facciamo figli più tardi, andiamo in pensione più tardi e, anche al fondo pensione, ci pensiamo più tardi.

Ma cosa significa posticipare la decisione? Significa sostanzialmente tre cose: perdere denaro, rinunciare ai vantaggi fiscali, trovarsi un problema molto più grande in futuro.

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