Attenzione, attenzione, attenzione

L’attenzione è una risorsa scarsa, così come il tempo. Come gestire l’attenzione in un mondo inondato da flussi continui di informazioni?

Nel 1971 Herbert A. Simon scriveva: “L’informazione consuma attenzione. Quindi l’abbondanza di informazione genera una povertà di attenzione e induce il bisogno di allocare quell’attenzione efficientemente tra le molte fonti di informazione che la possono consumare».

Questo è vero in generale e lo è anche relativamente alle decisioni in materia di investimenti finanziari. Che ci sia bisogno di “attenzione” in chi decide come investire i propri soldi è sotto gli occhi di tutti, basti pensare ai recenti casi di coinvolgimento di decine di migliaia di cittadini nei “fallimenti” delle banche. Molti di questi hanno avuto accesso anche ad informazioni corrette prima di effettuare investimenti “pericolosi”, ma a catturare la loro attenzione sono state le informazioni sbagliate.

Herbert A. Simon, premio Nobel per l’economia nel 1978, ha dimostrato che gli esseri umani non sono in grado di comportarsi come i soggetti razionali descritti nei modelli teorici dagli economisti classici. Si accorse di questa incongruità mentre programmava un computer  per farlo “ragionare” su un problema. Per questo motivo è considerato un pioniere nel campo dell’Intelligenza Artificiale.

Vinse il Nobel per le teorie sulla razionalità limitata. Sono teorie sul processo decisionale e di scelta che tengono conto delle capacità reali della mente umana: limiti cognitivi, limiti di conoscenza e limiti nella capacità di calcolo. Per agire razionalmente sarebbe necessario scegliere un’alternativa tra tutte quelle possibili, ma alla mente umana si presentano solo alcuni dei possibili comportamenti alternativi. Dati questi limiti diventa inutile cercare di essere completamente informati in quanto è impossibile ottimizzare, o comunque il costo per farlo in termini di calcolo sarebbe troppo oneroso. Cosa si può fare allora? L’alternativa è di prendere delle decisioni soddisfacenti anziché ottimali.

Il pensiero umano adotta un principio di economicità che si manifesta attraverso l’uso di scorciatoie mentali. 

Inoltre la stessa persona tende a prendere decisioni diverse in momenti diversi non solo a causa dell’incompletezza della conoscenza e delle difficoltà di previsione, ma anche per la variabilità del comportamento, l’adattabilità basata sull’esperienza e sulla comunicazione, la memoria, l’attenzione e l’abitudine.

“La frase più pericolosa in assoluto è ‘abbiamo sempre fatto così’” Grace Hopper

Durante il percorso decisionale quali sono le informazioni che catturano l’attenzione?

Michael H. Goldhaber sostiene che  per ottenere attenzione “occorre proporre qualcosa che sia tecnicamente definibile come informazione, ma affinché un’informazione abbia un qualsiasi valore, essa deve ricevere attenzione”.  Nell’era di internet e dei social come possiamo seleziona le informazioni? Come si crea la credibilità? Come possono essere manipolate le informazioni? Come si crea attenzione?

Che cosa significa decisione soddisfacente? Significa che chi deve risolvere un problema trova una soluzione la cui qualità, secondo le sue aspettative, comporta un sforzo ragionevole, oltre il quale si ha la percezione che il gioco non valga la candela. Le aspettative si alzano quando la ricerca di alternative migliori è semplice e si abbassano quando la ricerca diventa complessa.

Come si può allocare bene la propria attenzione e quindi il proprio tempo? 

Selezionando accuratamente un numero limitato di fonti informative affidabili per ricercare prevalentemente attraverso quelle fonti le informazioni che serviranno per prendere le proprie decisioni.

Questo vale anche se la selezione avverrà attraverso dei sistemi robotizzati.

I robot non sono permalosi, non sono nervosi, non hanno pregiudizi, non hanno bisogno di pause, non si ammalano, fanno esattamente quello per cui sono stati programmati, quindi ci potranno aiutare molto, ma non saranno tutti uguali.

Saranno diversi in quanto gli algoritmi che li governeranno saranno differenti.

Attenzione e consapevolezza dovranno in ogni caso essere presenti in ognuno di noi.

Massimo Baroni

 

Precedente Debito pubblico e crisi delle banche: a che punto siamo? Successivo Un portafoglio di investimenti "antifragile"